L’architettura fascista celebra la maestosità del regime

L’architettura fascista intendeva, attraverso la realizzazione di maestose e scenografiche opere pubbliche, rappresentare il prestigio e la grandiosità del regime. Essa, in altri termini, era considerata una sorta di vera e propria propaganda dello stesso potere fascista. Se Roma fu il palcoscenico privilegiato della produzione edilizia mussoliniana, tuttavia anche le città di provincia vennero coinvolte in questo ambizioso progetto, allo scopo di esportare in ognuna di esse le immagini e i simboli del governo centrale.

Razionalismo e Monumentalismo sono state le due principali correnti architettoniche sviluppatesi in epoca fascista. La prima, richiamandosi ai principali dettami del funzionalismo europeo si era imposta come movimento modernista, la seconda, invece, si ispirava agli stili architettonici classici allo scopo di celebrare la magnificenza del regime.

Casa+Fascio+ <img src="images/" width="" height="" alt="your_alt">
Casa del Fascio a Como

Va detto che il regime fascista, in un primo momento, affidò le proprie opere agli architetti che appartenevano alla corrente del razionalismo, condividendo con questi ultimi i principi di ordine e sobrietà. In un secondo momento, tuttavia, sarà proprio il governo centrale a osteggiare il razionalismo italiano. Dopo la fondazione del MIAR (Movimento Italiano per l’Architettura Razionale), infatti, le opere di questi artisti, furono considerate troppo avveniristiche e rivoluzionarie e, dunque, poco adatte a un regime autoritario e conservatore. A quel punto ogni architetto continuò la propria attività privatamente, personalizzandola in base alle specifiche richieste del committente.  Contestualmente era nato il cosiddetto Movimento Novecento per volere della critica d’arte Margherita Sarfatti, collaboratrice fidata e amante del duce, che proponeva un’architettura orientata alla realizzazione di città grandiose e magniloquenti.

Tra le principali opere realizzate in questo periodo segnaliamo:

  1. la casa del Fascio a Como, che divenne la sede principale del Partito Nazionale Fascista (PNF)
  2. la Stazione Ferroviaria Santa Maria Novella a Firenze di Giovanni Michelucci
  3. L’istituto di Fisica dell’Università “La Sapienza” a Roma
  4. la Stazione Centrale di Milano
  5. il Palazzo della Previdenza Sociale in ogni provincia italiana
  6. il quartiere dell’Eur a Roma
  7. il Palazzo di Giustizia a Milano
  8. il Palazzo di Giustizia di Pisa
  9. la Terrazza Mascagni di Livorno

Il maggiore esponente dell’architettura del periodo fascista fu Marcello Piacentini (1881-1960) che, fondendo il classicismo del Movimento Novecento e il razionalismo del MIAR, mise a punto una sorta di neoclassicismo semplificato, caratterizzato da planimetrie simmetriche e volumi chiusi.

Se ti piacciono i nostri articoli aiutaci a condividerli, a te non costa nulla, per noi è fonte di grande soddisfazione. Grazie
[juiz_sps buttons=”facebook, twitter, google, pinterest, mail”]

 

Roma e le città di fondazione nel periodo fascista

Roma fu senz’altro la città in cui maggiormente si espresse l’architettura fascista: impatto scenografico, assenza di decorazioni ecolosseo+Fascio+ <img src="images/" width="" height="" alt="your_alt">
enormi dimensioni sono le principali caratteristiche dell’edilizia fascista romana. I materiali più utilizzati per realizzare questi immobili furono il travertino, i mattoni e il marmo, anch’essi al servizio dell’esaltazione degli ideali del regime. Si pensi, ad esempio, al Palazzo della Civiltà Italiana del Lavoroa Roma, le cui maestose colonne e gli archi si ispirano chiaramente all’Anfiteatro Flavio.

Altro mirabile esempio di architettura fascista a Roma è il quartiere dell’EUR (Esposizione Universale Roma), caratterizzato da monumentali edifici di marmo bianco.

Durante il ventennio furono numerosi i centri urbani costruiti dagli architetti fascisti (si pensi a Littoria, a Sabaudia, a Pomezia, ad Albina, a Predappio Nuovo, ecc.). Essi intendevano conciliare i principi dell’antica tradizione con le tendenze più moderne, al fine di realizzare edifici e strutture che incarnassero lo spirito del regime.

Davide Sarrecchia <img src="images/" width="" height="" alt="your_alt">

Davide Sarrecchia

Geometra, libero professionista, iscritto all'albo dei Geometri e Geometri Laureati della provincia di Roma, amante dell'architettura, del design di interni, di internet , di tecnologia e dei social in particolar modo di Google +, Pinterest e StumbleUpon.

More Posts - Website

Follow Me:
Twitter <img src="images/" width="" height="" alt="your_alt">Pinterest <img src="images/" width="" height="" alt="your_alt">Google Plus <img src="images/" width="" height="" alt="your_alt">

Written by Davide Sarrecchia

Davide Sarrecchia

Geometra, libero professionista, iscritto all'albo dei Geometri e Geometri Laureati della provincia di Roma, amante dell'architettura, del design di interni, di internet , di tecnologia e dei social in particolar modo di Google +, Pinterest e StumbleUpon.

Commenti

commenti